Amministrazione trasparente

Pubblicato in La casa museo
11.12.2017

Un Riuso Museale

Il recupero delle stratificazioni archeologiche, monumentali ed etnografiche del territorio attraverso l’impianto di “cantieri di ricerca”, ovvero gli scavi, la conoscenza culturale e scientifica del reso, la documentazione grafica e fotografica dei depositi storici maggioritari nell’area, la disponibilità di indicatori pregiati sulle modalità degli impianti originari dei manufatti e dei riusi successivi, l’informatizzazione dei contenuti individuati, la necessità che tutto il reso venga portato all’attenzione di coloro, studiosi e non, che vogliano interagire con la propria storia concede, per naturale destinazione, alla “Casa Malloci” di fornire la sua spazialità interna all’uso museale.

La metodica

Premessa

La tipicizzazione archeologico/etnografica dell’ambito museale orienta, operativamente, il percorso espositivo, ovvero configura già un palinsesto portante che contribuisce ad organizzare gli aspetti investiti dal progetto e gli obiettivi da raggiungere.

Purtroppo l’attuale esigua disponibilità di reperti ed arredi limita l’azione, che, peraltro, dovrà proporsi, nel tempo, man mano che le campagne di ricerca presenti e future rendano quanto conservato nel territorio per, nelle intenzioni della Amministrazione Comunale, costituire un sito che si configuri come “scrigno” della storia del territorio da tramandare alle nuove generazioni. 

La tecnica

La consistenza e dislocazione dei vani della “Casa Malloci” consente di predisporre un percorso museale, cronologicamente compiuto, per sezioni espositive:

- per la sezione archeologica

La sezione archeologica dovrà, nella prima fase di allestimento, raccogliere i risultati delle campagne di ricerca topografica e di scavo archeologico effettuate fin qui ed, in seguito, di quelle future.
Nello specifico, troveranno puntuale illustrazione mediante restituzioni fotografiche e pannelli didattici, i depositi censiti nelle vicende storico-archeologiche che hanno caratterizzato da un lato il territorio e, dall’altro, nell’area vasta, la Sardegna.

I reperti proverranno da scavi sistematici, nonché risultato di raccolta di superficie o di interventi di recupero effettuati o da effettuarsi nei vari siti.
I criteri da adottarsi nell’allestimento dovranno essere ad un tempo cronologici e topografici per cui partendo dall’epoca preistorica si dovrà arrivare all’età medioevale, mantenendo costanti riferimenti ai luoghi di provenienza.

L’opportunità strutturale e la tipicizzazione dello spazio museale conducono alla proposta di situare nel piano alto la sezione archeologica suddivisa in quattro ambienti, ovvero:

- sala 1

: età prenuragica ove pannelli didattici dovranno offrire un quadro puntuale del territorio nel periodo e vetrinette esporranno gli eventuali reperti acquisiti (Neolitico Finale/Eneolitico, Cultura di Ozieri … materiali ceramici e litici…);

- sala 2

: età nuragica, ove pannelli didattici dovranno offrire un quadro puntuale delle emergenze nel territorio nel periodo e vetrinette esporranno gli eventuali reperti acquisiti (rinvenienze bronzee o legate all’attività fusoria, materiali di importazione, di provenienza extrainsulare attestanti l’attività commerciale …);

- sala 3

: allestimento dei risultati culturali e scientifici raggiunti, la documentazione grafica dello stato del manufatto, l’esito di tutte le ricerche ed analisi compiute nella campagna di scavo 2000/2001 condotta presso il Nuraghe San Lussorio, ove pannelli didattici dovranno offrire un pianta articolata del manufatto con l’evidenza puntuale dei singoli ritrovamenti e vetrinette esporranno i reperti recuperati nel corso di scavo, e, qui di seguito, elencati a solo titolo riassuntivo:
  • frammenti di bacile/bacile frammentario
  • reperti metallici (monete in piombo)
  • frammenti di ceramiche (embrici)
  • frammenti ossei
  • frammenti in ossidiana
  • frammenti vitrei (frammenti, vago di collana o perlina)
  • frammenti fossili
  • frammenti di coppi
  • frammenti di embrici
  • magnello frammentario in basalto
  • frammenti di macina in basalto
  • macina frammentaria in basalto
  • macina a sella di basalto
  • base macina in basalto
  • frammenti ceramica vascolare di diverse tipologie: a vernice nera, sigillata, a pareti sottili, lucerne…
  • reperti litici vari (testa di mazza, fossili)
  • frammenti di ceramica vascolare tornita

nonché reperti rinvenuti fuori strato, attestanti, eventualmente, il riuso del sito o dell’area adiacente in epoca diversa.

- sala 4

: testimonianze di epoca romana e medioevale ove, anche, qui, pannelli didattici illustreranno le eventuali stratificazioni di epoca romana ed alto/basso medioevali e vetrinette esporranno gli eventuali reperti acquisiti nelle varie località del territorio.Sarà, comunque, sempre presente il criterio di limitare al minimo e con carattere di nuda semplicità e di rispondenza allo schema espositivo, la didattica, sì da rendere lineare e facile la leggibilità del vissuto che il reperto dovrà trasmettere.

- per sezione etnografica

Ad essa viene riservato tutto il piano terra dello spazio museale. Qui dovrà trovare collocazione quanto sarà possibile acquisire della quotidianità agro/pastorale tradizionale ovvero: del lavoro contadino, della pastorizia, delle tecniche tradizionali di lavorazione del terreno (coltivazione, raccolta, trasformazione e conservazione del reso produttivo, l’intreccio, la panificazione, il vino, l’olio, la preparazione dei dolci, la filatura e la tessitura). Le varie attività dovranno, inoltre, essere documentate da riproduzioni fotografiche che ne colgano i momenti salienti mostrando, per quanto possibile, le tecniche e le modalità di utilizzo, nella pratica, degli oggetti e dei complementi di arredo posti alla visione.

L’intervento

Quanto fin qui configura, nell’ambito della esigua disponibilità economica, i seguenti magisteri costruttivi:

Per Sezione Archeologica: (c.f.r. sala 1, 2, 3 e 4)

  • vetrinette espositive modulari a ripiani (modulo 800x400x1500 mm);
  • componente: ligneo essenza pregiata con lavorazione tradizionale e finitura a cera;
  • specchiatura: vetro antisfondamento e chiusure di sicurezza;
  • cartellini per didascalie in plexiglass, dimensioni secondo necessità;
  • illuminazione puntuale ed estesa del fronte espositivo e didattico;
  • attivazione del settore/impianto antintrusione;
  • pannelli didattici e/o di esposizione verticali;
  • componente: supporto ligneo di essenza pregiata lavorazione tradizionale e finitura parti viste a cera;
  • composizione: piano secondo necessità (dimensioni di riferimento 600x1600/1800 mm) e per la didattica contenitore “a busta” in plexiglass;

Per Sezione Etnografica: (c.f.r. sala 5, 6, 7 e 8)

  • illuminazione estesa dello spazio d’attività ricreato;
  • attivazione del settore/impianto antintrusione;
  • pannelli didattici e/o di esposizione verticali
  • componente: supporto ligneo di essenza pregiata lavorazione tradizionale e finitura parti viste a cera;
  • composizione: piano secondo necessità (dimensioni di riferimento 600x1600/1800 mm) e per la didattica contenitore “a busta” in plexiglass;
  • internet point: postazione informatica;
  • In sala 9 l’ambito museale disporrà di uno spazio d’incontro per piccoli convegni/seminari e conferenze, capacità max 60 posti a sedere, dotato di Internet Point con relativa postazione informatica e di proiezione.

All’intero spazio si accederà dalla via Cagliari mediante il passo carraio nel quale dovranno con successivo intervento porsi: una “carta di distribuzione” che permetta di avere una visione generale dei siti sensibili del territorio e delle loro emergenze, differenziate cronologicamente con grafica diversificata per colore ed una “Tabula cronologica” che consenta un orientamento attraverso le vicende culturali stratificate sul territorio comunale, e, per l’area vasta, sul territorio regionale.