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3. BUONO LIBRI (a. s. 2017/2018)
4. BUONO LIBRI (a. s. 2017/2018) – NON RIENTRANTI NEI FONDI R.A.S.
 
scadenza presentazione domande 11/12/2017
 
 

La Storia di Ollasta-Albagiara

Immagine della giara

Albagiara, situata ai piedi del versante nord dell'Altopiano della Giara è un caratteristico centro dell'Alta Marmilla che conta circa 300 abitanti. Il paese apparteneva al giudicato di Arborea. L'antico nome del paese, Ollasta, venne cambiato nel 1962 in quello attuale a significare lo stretto legame che unisce il paese e i suoi abitanti all'Altopiano, anche se ancora oggi nel parlare comune la chiamiamo ancora con il suo nome d’origine.
Ollasta è un nome ricco di simbolismo: paese dell’ulivo, simbolo di pace. Olio simbolo di consacrazione e di mitezza.

Ma anche Albagiara ha un forte significato: dalla Giara spunta il sole, l’alba, speranza e vita.

Non si sa molto di Ollasta nell’antichità Quando è sorta? Nel suo territorio esistono numerosi nuraghi che ci fanno pensare a un’origine pre-romana.
Di età romana invece esistono nel paese esistono quattro abitati ove sono stati rinvenute tombe con corredo funerario e altri reperti, costituiti da tracce di muri appena affiorati dal terreno, massi di crollo , embrici e da abbondanti frammenti di ceramica.
Sono state rinvenute anche numerose monete e una statuetta in bronzo di Agrippina.
In Sardegna esistevano due villaggi e una diocesi che si chiamavano con questo nome:

La diocesi è più propriamente chiamata Ogliastra, ed è quella che fino all’anno 1927 ebbe sede a Tortolì, e che con bolla pontificia del 15 giugno 1927 ebbe nuova sede a Lanusei.
I due villaggi invece sono Ollasta-Usellus e Ollasta- Simaxis. Il paese era compreso nella diocesi di Ales ed era diviso in 4 vicinati:

  • Santu Pedru;
  • Planu-Ibba;
  • Pinna fiscura;
  • Su Forraxi.

La prima volta che troviamo il nome di Ollasta è nel libro delle decime pontificie del 1341 dove la chiamavano Ocliastra et Funtana probabilmente per qualche fontana antica del luogo oppure per la presenza nel suo territorio di numerose sorgenti d’acqua.
Il più vecchio registro che ora si possiede è intitolato Libro de la Iglesia de Santu Pedru de Ulastra de useddus, incomincia col 10 di Agosto quando era Canonico Andrea Loy. Come si vede in questo tempo la parrocchia è la chiesa di San Pietro, la chiesa di San Sebastiano non esisteva ancora. Le terre appartenenti alla parrocchia di San Pietro erano nelle seguenti località:

  • Su bau de s’ilixi;
  • Sa pira de nysi chiloni;
  • Is campus;
  • Sa funtana de su linabru;
  • Satu de pala mestia;
  • Cùcuru de Scovedu, Pranu Ibba;
  • Is corrias de bruncu Olìas;
  • Sa scala de crafai;
  • Santa Barbara;
  • Planu de mèndulas;
  • Is prunas;
  • Nuraxi Serci;
  • Sa bingia de Sisinni Misas;
  • Is corrias de Serra;
  • Santu Perdu Becciu;
  • Sa pira Roma;
  • Santu Giorgi;
  • Corrìas longas;
  • Cadèda;
  • Su forraxi;
  • Su cungiadeddu de Donnu Domigu Piga;
  • S’Argiola de Planu;
  • Su Pirastu.

Queste terre coltivate direttamente per conto della chiesa a grano o a fave, oppure date in affitto , o in parte lavorate a roadìa, la rendita era modesta e veniva impiegata per i restauri della chiesa per l’acquisto di cera o per arredi e paramenti.

Le persone secolari più importanti e fiduciarie dell’ autorità ecclesiastica nell’amministrazione della chiesa erano:

Giuliano Meli;
Salvatore Loru;
Antioco Piga;
Nicola Mameli;
Nanni Cicu;
Domenico Piga.

I canonici più importanti di Ollasta invece furono:

Andrea Loy (1591-1598)
Gerolamo Porcella (1600-1611)

I documenti di questa epoca danno al villaggio il nome Ulastra – Useddus; il significato è quello di Oliveto della Città Romana di Usellus.